Si è appena concluso il corso di pratiche erboristiche: un percorso tra laboratorio ed esplorazione articolato in tre incontri primaverili. Insieme a Elisa di Res Naturalis, abbiamo intrapreso un viaggio alla scoperta di piante, alberi, fiori ed erbe spontanee all’interno del Parco di Tor Marancia.
Già il parco stesso si è rivelato una sorprendente scoperta: incastonato tra Garbatella, Appia Antica e Grotta Perfetta, colpisce per il suo carattere ancora in parte incontaminato e per una storia antica, che affonda le radici nel Paleolitico e arriva fino ai giorni nostri. Emblematica, in questo senso, è la trasformazione avvenuta nel 2015, quando un importante progetto di street art ha animato le facciate dei condomini con grandi e colorati murales.
Oltre a invitarvi a concedervi una passeggiata in questo luogo suggestivo — che sono certa vi verrà voglia di fare dopo la lettura — segnalo, per chi desiderasse approfondire la ricca storia del parco, l’articolo di 180 gradi – l’altra metà dell’informazione.“180 gradi” è un progetto di comunicazione sperimentale che vuole dare informazioni riguardo i temi della Salute Mentale, finanziato dall’ASL Roma 2. La redazione del giornale è un ‘laboratorio di cittadinanza’ permanente, un luogo inclusivo ed aperto all’incontro con il territorio. Uno spazio dove permettere la formazione e l’inserimento lavorativo di persone con disagio mentale. La loro redazione presenta, nell’articolo citato, il libro di Luca Canali e Giuliano Marotto, Tor Marancia. Storia di un quartiere popolare di Roma, in cui le vicende dei nobili romani e delle torri medievali si intrecciano con episodi più recenti, come la “rivolta di Shanghai” e il cinema del Novecento.
Elisa ha scelto un approccio di formazione esperienziale, guidando i partecipanti in tre passeggiate esplorative in cui la natura — insieme alla nostra curiosità — ha dettato il ritmo. Il riconoscimento di piante, alberi, erbe e fiori si è affiancato alla scoperta dei loro possibili utilizzi, lasciando però spazio alla sperimentazione personale.
Nel primo incontro, ad esempio, ai partecipanti è stato chiesto di portare un barattolo riempito per due terzi con il proprio aceto da cucina, da arricchire poi con erbe e fiori spontanei. Nel secondo appuntamento, invece, il contenitore era riempito di alcol puro a 96°: per assaggiare il liquore ottenuto dovremo però attendere ancora qualche settimana, scoprendo solo allora se il risultato sarà dolce o amaro, o come lo avevamo immaginato. Infine, durante la terza passeggiata, ormai alle porte dell’estate, ci siamo dedicati maggiormente alla raccolta finalizzata all’essiccazione delle erbe, preziose alleate per i mesi invernali.
Abbiamo chiesto, di volta in volta, a un partecipante per ciascuna giornata, di condividere la propria esperienza: qui riportiamo integralmente le loro parole, spontanee e senza filtri.

Laura (1° incontro):
Una delle mie attività preferite è passeggiare nel parco, soprattutto vivendo in città, ma amando la natura. Scoprire il parco di Tor Marancia è stato molto piacevole, soprattutto se insieme ad amici e nuove conoscenze, inclusi fiori, arbusti e alberi!a mattina è iniziata con un cerchio sul prato, una semplice pratica sociale che mi ha fatta sentire partecipe e in un contesto comunitario e di condivisione (molto difficile nelle grandi città) dove Elisa ci ha parlato delle attività che avevamo davanti. La cosa più interessante è stato il momento di sensibilizzazione sulla importanza di conoscere e rispettare la natura, specialmente nelle vesti di raccoglitrici e raccoglitori.
Così, dopo aver superato l’area attrezzata con tavolini da picnic e il prato curato, ci siamo addentrati in piccoli sentieri che si aprivano in spazi dove le piante potevano crescere libere, abitati da tante piccole creature, volanti e non. Loro sì che conoscono quello che li circonda, anche se non gli hanno mai dato un nome scientifico, ma era proprio quella la voglia che ci accomunava tutt* e stavamo felicemente per ricevere la cosiddetta tradizione orale.
È lì che è cominciata la narrazione, interrotta spesso dalle nostre domande, guidate dall’irrefrenabile voglia di sapere di ogni pianta — cosa ovviamente impossibile in una sola prima giornata.
Con i barattolini di aceto in mano, ci siamo persi nell’inseguire fiori e piante come papaveri, calendula, camomilla selvatica, finocchietto, rucola, oltre a gelso, sambuco e acacia. Al termine, siamo tornati al punto di partenza, entusiasti e già desiderosi di partecipare alla prossima lezione. Mi sento di essere cresciuta un pó, come anche la nostra piccola comunità. Bellissima giornata insomma.

Fiore (2° Incontro):
C’è chi va al parco a rilassarsi, giocare, leggere… Noi siamo andati a fare la spesa.
Una spesa lenta e curiosa, volta a scoprire gli ingredienti che crescono spontaneamente e i loro molteplici utilizzi.
Abbiamo assaggiato le foglie di fico, che hanno lo stesso sapore del cocco (!), imparato a distinguere le foglie delle carote dalla letale cicuta, annusato (i più arditi anche masticato) il fiore d’aglio, menta e camomilla.
Ma soprattutto, abbiamo capito l’importanza di cogliere solo una minima parte di quel che si trova, senza impattare l’ambiente. Perché il fatto che la natura ce lo offra non implica che ci appartenga e possa essere sprecato.
Grazie di avermi dato la possibilità di vivere i parchi in modo diverso.

Gianmarco (3° Incontro):
Partecipare alla passeggiata per il riconoscimento delle erbe spontanee è stata una rivelazione. La prima sorpresa è stata il paesaggio: infatti è bastato allontanarsi di pochi metri dal centro abitato per ritrovarsi immersi in una distesa inaspettata di fiori, api e verde.
Con grande maestria Elisa ci ha presentato le erbe che incontravamo, una ad una, unendo i nomi scientifici ai benefici pratici e mettendoci in guardia dalle possibili tossicità. Iniziando dall’osservazione di una piccola pianta con le foglie a forma di cuore, fino alla scoperta di tantissima camomilla selvatica che cresceva proprio sotto i nostri piedi. Abbiamo imparato a riconoscerla visivamente e, soprattutto, a distinguerla da un fiore molto simile ma di odore sgradevole.
Questa esperienza è andata oltre la semplice esplorazione, è stata un’occasione preziosa per incontrare persone con sensibilità affini alle mie e rinnovare il mio desiderio di vivere attivamente la città.
I commenti sono aperti: se vuoi raccontare la tua esperienza o dire la tua, sei benvenut*!